Quando si parla di PEBA, il Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche, si pensa subito a rampe nei luoghi pubblici, ascensori nelle stazioni e bagni accessibili nei ristoranti. Sono interventi fondamentali per una società inclusiva, spesso però, viene percepito come qualcosa che riguarda unicamente la sfera pubblica, non le mura di casa nostra. Eppure, la vera rivoluzione dell’accessibilità inizia proprio dove viviamo ogni giorno. È qui che il design universale fa la differenza, un approccio capace di rendere davvero accessibile a tutti ciò che, fino a poco tempo fa, sembrava essere solo un ideale. È una filosofia progettuale che sta alla base delle soluzioni più innovative per la mobilità domestica, come quelle che si possono esplorare sul sito di Vimec.
Che cos’è davvero il design universale (senza teoria pesante)
Immaginiamo di progettare una casa non per una persona specifica – un giovane, un anziano, una persona in carrozzina – ma per tutte queste persone contemporaneamente, e per tutte le fasi della loro vita. L’obiettivo del design universale è quello di creare ambienti e prodotti che siano utilizzabili da chiunque, indipendentemente dall’età, dalla statura o dalle capacità motorie e sensoriali.
La differenza con l’accessibilità tradizionale è sottile ma fondamentale. L’accessibilità spesso risolve un problema installando una rampa accanto a una scala. Il design universale, invece, previene il problema alla radice: progetta un ingresso unico, lievemente inclinato e senza gradini, che sia comodo e sicuro per chiunque.
In poche parole, una casa progettata secondo questi principi non ha bisogno di essere “adattata” in seguito, perché è già pronta ad accogliere le esigenze di tutti, oggi e domani. È una casa che accoglie amici e parenti con qualsiasi tipo di necessità.
I 7 principi tradotti in esempi domestici
Il design universale non è quindi soltanto un concetto astratto, ma anzi si basa su sette principi guida molto pratici. Vediamo come si traducono nella vita di tutti i giorni, all’interno di un’abitazione.
Uso equo → stessa fruizione per tutti
Questo principio afferma che il design deve essere utile e fruibile da persone con diverse esigenze, offrendo a tutti la stessa modalità d’uso. Un esempio perfetto è un ascensore domestico. A differenza di un montascale, che è pensato per una specifica esigenza, l’ascensore può essere usato da chiunque in famiglia: dalla persona anziana che non vuole affaticarsi, al figlio che deve portare le valigie al piano di sopra, fino all’ospite in sedia a rotelle. L’esperienza è identica per tutti, senza creare distinzioni o percorsi “speciali”.
Flessibilità → casa che si adatta
Una casa universale offre un’ampia gamma di preferenze e abilità individuali. Pensiamo a un bancone della cucina con un’altezza regolabile, che può essere abbassato per chi lavora da seduto o alzato per una persona molto alta. O ancora, una doccia a filo pavimento dotata sia di un soffione fisso in alto sia di una doccetta mobile, utilizzabile comodamente da chiunque. Anche una poltroncina montascale per una scala curva, progettata per seguire il profilo dei gradini e ripiegarsi con un ingombro minimo, risponde a questo principio: si adatta all’utente quando serve, ma lascia la scala completamente libera per gli altri.
Semplicità → comandi chiari
L’uso del design deve essere facile da capire, indipendentemente dall’esperienza, dalle conoscenze o dalla capacità di concentrazione dell’utente. Un termostato con una semplice rotella e numeri grandi è più intuitivo di un pannello digitale complesso. Lo stesso vale per i comandi di un servoscala a pedana: pulsanti grandi, chiari, con simboli riconoscibili che rendono l’utilizzo immediato e a prova di errore, senza bisogno di leggere un manuale di istruzioni.
Informazione percepibile → luce/contrasti
Il design deve comunicare le informazioni necessarie in modo efficace, utilizzando diverse modalità tra cui quelle visive, uditive e tattili. In casa, questo significa curare l’illuminazione in modo da evitare zone d’ombra, soprattutto sulle scale. Anche i contrasti cromatici possono fare la differenza: uno stipite di colore diverso dalla parete aiuta a individuare la porta, così come un gradino con un bordo di colore differente ne migliora la percezione e previene le cadute. Un campanello che emette sia un suono sia un segnale luminoso è un altro esempio perfetto.
Tolleranza all’errore → sicurezza “anti-svista”
Questo principio mira a minimizzare i rischi e le conseguenze negative di azioni accidentali o involontarie. Un pavimento antiscivolo in bagno o in cucina è un classico esempio di tolleranza all’errore, perché riduce il pericolo di cadute. Le maniglie a leva per le porte, al posto dei pomelli rotondi, sono più sicure perché possono essere aperte con il gomito se si hanno le mani impegnate, riducendo il rischio di perdere l’equilibrio. Le moderne piattaforme elevatrici sono dotate di sensori di sicurezza che bloccano il movimento in presenza di ostacoli, perdonando così una possibile distrazione.
Basso sforzo fisico → routine meno faticose
Il design deve poter essere usato in modo efficiente e confortevole, con un minimo affaticamento. Sostituire i rubinetti a manopola con quelli a leva, che richiedono una pressione minima, è un piccolo ma significativo passo. Progettare una cucina con cassetti estraibili al posto di armadietti bassi evita di doversi chinare continuamente. L’esempio perfetto è l’installazione di un mini-ascensore domestico: elimina completamente lo sforzo fisico più pesante della vita quotidiana in una casa a più piani, rendendo ogni ambiente accessibile senza sforzo.
Spazi e dimensioni → passaggi e manovra
Infine, il design deve prevedere spazi e dimensioni adeguati per l’approccio, la portata, la manipolazione e l’uso, a prescindere dalla statura o dalla mobilità dell’utente. Questo significa corridoi e porte larghi almeno 80-90 cm per consentire il passaggio di una carrozzina, di un deambulatore o di una persona con le stampelle. Significa anche avere abbastanza spazio in bagno o in cucina per potersi muovere e girare agevolmente.
Come applicarlo in 3 scenari (anziano, disabilità, infortunio temporaneo)
Il bello del design universale è che i suoi benefici si manifestano in situazioni molto diverse:
- Una coppia di anziani che vuole rimanere nella propria casa: Per loro, il design universale significa sicurezza e autonomia. Una doccia a filo pavimento elimina il rischio di caduta più comune. Una poltroncina montascale permette di continuare a usare la camera da letto al piano superiore senza paura o fatica. Una migliore illuminazione e maniglie a leva rendono ogni gesto quotidiano più semplice e sicuro.
- Una famiglia con un membro avente disabilità motoria: Qui, il design universale è sinonimo di inclusione. Porte larghe e assenza di soglie permettono di muoversi liberamente in ogni stanza con la carrozzina. Un servoscala a pedana o un ascensore garantiscono l’accesso a tutti i livelli della casa, permettendo di partecipare pienamente alla vita familiare.
- Una persona giovane con un infortunio temporaneo: per chi ha una gamba rotta, ad esempio,gradini, vasche da bagno, porte strette diventano ostacoli insormontabili. In una casa progettata in modo universale, l’impatto di un infortunio sulla vita quotidiana è drasticamente ridotto. La doccia senza gradini, gli ampi spazi di manovra e un impianto per superare le scale trasformano un periodo difficile in una convalescenza più serena.
Errori tipici (accessibilità fatta “a pezzi”)
L’errore più comune è pensare all’accessibilità in modo frammentato, intervenendo solo dove emerge un problema evidente. Si installa una rampa all’ingresso, ma poi il corridoio è troppo stretto per una carrozzina. Si monta un maniglione nel bagno, ma la porta è troppo pesante da aprire. Si mette un tappeto antiscivolo, ma la stanza è poco illuminata.
Questo approccio “a pezzi” è inefficiente e spesso frustrante. Il design universale, al contrario, si basa su una visione d’insieme, volta a ripensare lo spazio in modo che sia funzionale e accogliente. Una casa è un percorso che deve essere fluido, sicuro e privo di interruzioni per chiunque la abiti. Progettare pensando al futuro diventa quindi un investimento sulla qualità della vita e sul valore stesso del nostro immobile.
